Parcheggi a mille: tutto il resto sta a zero

Mentre stamattina Birac tornava da una escursione in bici, si imbatteva in una serie di curiose situazioni. Tutte legate in qualche modo al nuovo assetto funzionale della strada parco: il parcheggio. Costretto, nella tratta pescarese, ad andare sulla pista ciclabile laterale, non potendo proseguire, come tanti, sulla strada parco piena di auto ferme su ambo i lati, quindi contromano sulla corsia centrale restante, Birac notava che solo la corsia lato monte era praticabile, mentre quella lato mare era ingombra di fronde di oleandri. Impraticabile. Cosa si aspetta ad eliminare questo fastidioso arbusto che così tanto danno arreca alla mobilità sostenibile? Magari anche lato mare, dove con una certa difficoltà l’autista esce dall’auto una volta parcheggiata a sinistra.
Poi, lungo un tratto non ancora impegnato da auto in sosta, ma comunque aperto al transito, una mamma irresponsabile a spasso con i suoi bimbi. Ma non lo sa che li è pericoloso, potendo arrivare da dietro una macchina e fare qualche guaio? Deve spostarsi e mettersi … non, so, andasse in un altro posto!
Al ritorno sulla pista ciclabile, nel tratto in promiscuo, un disabile occupa tutto lo spazio. E va lentamente. Ma ci può passare qui? No, perché sulla strada “parcheggio” non può … e qui rallenta il flusso…. Abbandonata la strada parking, ecco il parcheggio dell’area di risulta. Ma… è mezzo vuoto. Ma dove stanno tutti, dove hanno parcheggiato? Da dietro sbucano cinque bici a caccia di una pista ciclabile… Non è facile trovarle, non stanno dappertutto, come i parcheggi.

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